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BIANCO PREVAL e lo spumante EMOPOLI sono stati inseriti nella guida Top Vini del Friuli Venezia Giulia. Valutati come "OTTIMO" con un punteggio compreso tra 80-84 su 100.

DISPONIBILE NEL PUNTO VENDITA

BIANCO PREVAL 2021, il vino biologico del Brignoli

Prodotto dai vitigni resistenti Fleurtai e Soreli nel Preval.

Certificato Biologico e PIWI

LOCANDINA CONVEGNO VITI-VINI PIWI.pdf

Convegno sulle varietà resistenti

28 marzo 2022

In occasione del convegno sarà presentato il vino BIANCO PREVAL 2021.

Occasione da non perdere!

Varietà resistenti in viticoltura

Se ne parla il 28 marzo nel convegno a Gradisca d’Isonzo organizzato dall’Isis Brignoli Einaudi Marconi

Claudio Fabbro

La maggior parte delle varietà di vite coltivate è colpita da ampelopatie causate da funghi, virus, fitoplasmi e insetti verso i quali le piante non dispongono di resistenze intrinseche. La protezione da questi patogeni richiede pertanto un pesante ricorso a pesticidi, soprattutto nelle aree temperate, con piovosità ed umidità elevate. Nonostante la lotta fitosanitaria oggi sia condotta con principi attivi sicuramente più rispettosi dell’ambiente, la viticoltura resta l’attività agricola maggiormente impattante. In tale contesto la diminuzione dell’utilizzo di anticrittogamici e la salvaguardia delle risorse ambientali sono considerate delle priorità.

Una delle più importanti soluzioni a questi problemi è l’utilizzo delle varietà resistenti (“Piwi” acronimo dal tedesco Pilzwiderstandfähig che letteralmente significa viti resistenti ai funghi) ottenute da incroci naturali tra Vitis Vinifera europea e una selezione di Vitis selvatiche di origine americana e asiatica, donatrici della resistenza alle malattie fungine.

Fin dalla metà del secolo XIX, con l’arrivo prima della filossera e poi di altre malattie, gli incroci si sono resi necessari per evitare l’estinzione della viticoltura e per perseverarne la coltivazione. Già dal 1890 ci furono i primi incroci tra vite selvatica americana (Vitis labrusca) e Vitis vinifera europea, tuttavia con risultati qualitativi modesti (uva Isabella o Fragola) e con un successivo rallentamento della ricerca.

Tutto cambiò a partire dagli anni Cinquanta, con un nuovo forte interesse di ricerca dovuto alla pressante necessità di coesistenza ambientale della vite con fattori inquinanti e scarsità idrica, e con nuovi incroci che furono realizzati tra Vitis vinifera europea e Vitis di origine asiatica presso vari istituti di ricerca soprattutto del centro ed est Europa (come ad esempio l’Istituto di Friburgo e Geiweilerhof in Germania, l’Università di Novi Sad in Serbia, l’Università Brno in Rep. Ceca, l’Istituto Eger in Ungheria). Incroci multipli e successivi per impollinazione, mixando varietà e preservando i geni della resistenza ai patogeni associandoli alla validità della vinificazione. Oggi le uve e i vini ottenuti da varietà resistenti sono perfettamente corrispondenti alle uve tradizionali da vino e iscritti ai cataloghi vitivinicoli nazionali.

“Particolarmente sensibile al problema – ci conferma Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto agrario Brignoli di Gradisca - è la scuola gradiscana e uno staff motivato alquanto per proporre, grazie a una seria preparazione degli allievi, dei prodotti destinati a un consumatore sempre più attento alla sostenibilità ambientale, alimentare e dintorni”.

Non a caso sin dal 2016 il Brignoli ha iniziato a sperimentare in località Preval, cioè fra Mossa, il Collio e la Brda, la coltivazione di viti resistenti in un vigneto biologico in cui ritroviamo protagonista il vitigno autoctono Tocai friulano, declinato in nuovi incroci che porteranno sulle tavole vini al netto di chimica invasiva, sia a valere per i trattamenti antiparassitari (Oidio e Peronospora in primis) che diserbanti vari. Leggeremo allora in etichetta nomi varietali quali Soreli e Fleurtai, rigidamente Piwi. Per saperne di più –prosegue Fragiacomo - allievi, tecnici e viticoltori potranno ritrovarsi al Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo il 28 marzo dalle 15 alle 18 per ascoltare da ricercatori di chiara fama, quali Stefano Gri e Alexander Morandel (Piwi Fvg e International), Gabriele Di Gaspero (Institute of Applied Genomics ), Luca Grizzo (Progetto Natura), Flavio Montanino (Brignoli), Emanuele Serafin (enologo) e Luca De Palma (winemaker) tutte le novità che animano questo affascinante nuovo mondo della vitivinicoltura. Dopo il convegno, cui collaborano il Comune di Gradisca d’Isonzo e la Bcc Staranzano-Villesse, moderato da Giovanni Cattaruzzi, i partecipanti potranno anche degustare i vari vini Piwi guidati dagli assaggiatori dell’Onav di Gorizia e dell’Associazione Narratori del Gusto. Come è noto l’Istituto Brignoli è anche impegnato da anni nella valorizzazione della Rosa dell’Isonzo, prezioso radicchio che non può mai mancare nel menù invernale dei ristoranti impegnati nella valorizzazione dei prodotti dell’Isontino.

Da: ilfriuli.it



È arrivato lo CHARDONNAY 2021, vino monovitigno del Brignoli

Prodotto da sole uve Chardonnay del 2021, provenienti dal vigneto di borgo S.M. Maddalena a Gradisca d'Isonzo.



E' disponibile il CABERNET SAUVIGNON 2020, affinato per 12 mesi in barrique


Vino con un notevole equilibrio olfattivo, caratterizzato da aromi di frutta rossa e di sottobosco derivati dal vitigno, accompagnati da piacevoli note vanigliate e speziate derivate dall'affinamento in legno.

Il vino BIANCO PREVAL alla Locanda di Ambriabella a Grado

Accanto ad ottimi piatti di pesce, potete ordinare sia il vino biologico BIANCO PREVAL sia lo spumante EMOPOLI


Articolo di Claudio Fabbro sul supplemento Green al n. 22/2021 del settimanale Il Friuli.

Venerdì 23 aprile 2021 la classe 4 VE ha effettuato il tiraggio dello spumante EMOPOLI 2020. La fermentazione in bottiglia è iniziata regolarmente (pressione 1 bar). ARRIVEDERCI AL 2024

7 e 8 aprile 2021

Azionato l'impianto antibrina